Cremona, 05 agosto – I consumatori italiani conoscono (molto) poco il latte
che bevono. È questo il quadro allarmante che emerge da un’indagine condotta
dall’Osservatorio di CremonaFiere, attivato lo scorso anno tramite il
Comitato scientifico di Fiere Zootecniche Internazionali. La ricerca, che ha
coinvolto oltre mille residenti nella provincia di Cremona con un
questionario a risposte multiple, aveva l’obiettivo di sondare la reale
consapevolezza dei cittadini su temi cruciali del settore lattiero-caseario:
dal benessere animale alla sostenibilità ambientale, dall’innovazione
tecnologica alla nutrizione, fino ai prodotti vegetali e alla sicurezza
alimentare.
I risultati sono tutt’altro che rassicuranti. Le conoscenze dei consumatori
appaiono spesso superficiali e, in alcuni casi, addirittura fuorvianti, più
influenzate da strategie di marketing che da informazioni oggettive e
corrette. Se da un lato il 72% degli intervistati identifica correttamente
la libertà da fame e sete come principio base del benessere animale, e il
90% sa che si tratta di rispettare le esigenze fisiche e psicologiche degli
animali. Nonostante il 65% dei consumatori si dichiari molto sensibile al
benessere animale al momento dell’acquisto, solo una minima parte, appena il
5%, si dice disposta a pagare fino al 5% in più per prodotti certificati in
tal senso. Un divario ancora più marcato emerge sul fronte della
sostenibilità ambientale: pur essendo un tema considerato importante da
molti, l’80% ammette di non voler contribuire economicamente alle spese
sostenute dalle aziende per rendere le proprie attività più ecologiche.
Appena il 3% si dichiara disponibile a spendere qualcosa in più.
Preoccupanti anche i dati relativi alla conoscenza delle tecnologie
impiegate in agricoltura e negli allevamenti. Molti consumatori sono
convinti che strumenti come collari intelligenti, sistemi GPS e chip RFID
servano unicamente ad aumentare i profitti. Alcuni arrivano persino a
immaginare che i droni vengano utilizzati per trasportare il cibo agli
animali, una visione decisamente lontana dalla realtà. La confusione è
diffusa anche riguardo ai prodotti vegetali alternativi al latte. Le loro
caratteristiche nutrizionali, anallergiche ed etiche risultano pressoché
sconosciute alla maggioranza degli intervistati, evidenziando una carenza
informativa significativa su un segmento di mercato in forte crescita.
Dall’indagine emerge, inoltre, una forte diffidenza verso allevatori e
industrie di trasformazione. Questi attori della filiera sono percepiti come
più attenti al profitto che alla qualità nutrizionale, etica e sanitaria dei
prodotti destinati ai consumatori.
L’Osservatorio di CremonaFiere continuerà a monitorare queste tematiche e
presenterà tutti i dati raccolti ed elaborati durante l’evento “Il Gusto di
Saperlo”, in programma il prossimo 28 novembre presso le Fiere Zootecniche
Internazionali di Cremona. Sarà un’occasione per approfondire i risultati e
stimolare un dibattito con i principali attori della filiera sulla necessità
di una maggiore informazione per i consumatori.

DALL’AI IN STALLA AL FORMAGGIO SENZA FOSFORO: A CREMONA LE FIERE ZOOTECNICHE INTERNAZIONALI PARLANO AL FUTURO
Dal 26 al 28 novembre 70 eventi su tecnologia, giovani e consumatori. Tra le novità: l’Intelligenza Artificiale applicata all’allevamento, il progetto “Non è un mestiere




